Recettori sensoriali: come “sentono” gli animali

Gli animali possiedono affascinanti strutture funzionali che gli permettono di percepire l’ambiente in modi unici e differenti. Il “sentire” animale è dovuto a organi di senso, doni dell’evoluzione che permettono di esperire il mondo in tutte le sue dimensioni e componenti.

In che modo percepiscono gli animali?

Tutto è dovuto a recettori specializzati: quando uno stimolo ambientale li raggiunge questi inviano un segnale al sistema nervoso (o endocrino) che valuta il da farsi agendo poi sugli organi effettori, che attuano una risposta. Essa può essere un comportamento (come allontanarsi velocemente da una luce accecante, la fototassi negativa) oppure una regolazione fisiologica (come i brividi di freddo che ristabiliscono l’equilibrio termico, un processo di omeostasi).

Esistono tantissime categorie di recettori e di seguito sono elencate alcune delle più particolari:

  • Meccanorecettori: rispondono a stimoli di natura meccanica e rilevano il movimento e le pressioni. I più sensibili sono le vibrisse dei felini, lunghi peli impiantati in particolari cellule sensibili.

  • Termorecettori: sono sensibili alle variazioni della temperatura nell’ambiente circostante, come gli organi a fossetta dei serpenti.
  • Fotorecettori: sono sensibili alla luce (compresi i raggi UV e infrarossi); uno straordinario esempio è l’occhio del polpo, il sistema di visione più complesso tra gli invertebrati!
  • Elettrorecettori: sono sensibili ai campi elettrici, e sono utili per localizzare le prede. Un esempio sono le ampolle di Lorenzini degli squali, osservabili all’esterno come pori neri sul muso.
  • Magnetorecettori: sono sensibili ai campi magnetici, grazie alla presenza del minerale magnetite. Un esempio sono i piccioni, che la contengono nel becco per orientarsi.